L’ultimo numero de “Il Seminatore” dedicato alla storia dell’Anabattismo e ai suoi protagonisti

Marta D’Auria

Cinque secoli fa, nel cuore dell’Europa in fermento, nacque all’interno della storia della Riforma una voce coraggiosa, radicale: quella degli anabattisti. Il movimento anabattista fu un movimento di donne e uomini comuni: ciabattini, tessitori, pittori, contadini che studiavano, predicavano e discutevano di questioni teologiche con i Consigli comunali, con principi, giudici e i papi. Non si trattò di un movimento unico, ma di una costellazione di comunità diverse, unite dalla sete di autenticità evangelica, dalla scelta di seguire Cristo con radicalità e dalla fiducia nella libertà di coscienza. A motivo della loro fede, gli anabattisti e le anabattiste furono perseguitati e affrontarono la morte con coraggio.

In occasione del 500° anniversario della nascita del movimento anabattista, anche le chiese battiste dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi) hanno voluto cogliere questa ricorrenza per andare a rileggere le pagine di questa storia che furono segnate dal martirio, da una profonda fedeltà all’Evangelo, dalla spinta missionaria e dalla passione per la pace. 

Questo numero monografico de Il Seminatorecurato interamente dal pastore Martin Ibarra, membro della Commissione permanente per la storia dell’Ucebi – racconta in maniera sintetica gli avvenimenti, i protagonisti, i luoghi, le idee del movimento anabattista, non solo per onorare il passato, ma anche per rinnovare la consapevolezza di un’eredità spirituale che continua a interrogarci e a ispirarci.