Virginia Wingo

Wingoa cura della redazione

 

Virginia Wingo nacque il 19 aprile 1912 a Dora in Alabama, ma crebbe a Slidell in Louisiana, dove il padre era pastore della Slidell Baptist Church. Era una bambina molto intelligente e a soli sette anni scelse di seguire Cristo e fu battezzata in acqua dal padre.

A Virginia piaceva molto leggere e cantare e, nelle occasioni in cui la famiglia si riuniva, suonava il pianoforte accompagnando inni al Signore. Nella sua chiesa spesso venivano dei missionari che testimoniavano del lavoro che svolgevano in paesi lontani; Virginia lesse anche di un missionario che aveva lavorato con i lebbrosi in India, e delle missioni di William Carey e David Livingstone. A 14 anni, partecipando ad un campo estivo, sentì che Dio avrebbe voluto che lei un giorno fosse una missionaria. Tornata a casa da quel campeggio Virginia s’impegnò a leggere la Bibbia intera almeno una volta ogni anno.

Finita l’università Virginia insegnò per quattro anni in un liceo ma sentiva che avrebbe dovuto fare altro. Così frequentò vari seminari di Teologia e in seguito accettò di lavorare come segretaria tra i bambini dell’Unione Femminile Battista dello stato della Louisiana. Dal 1946 al 1949 insegnò al Woman’s Missionary Union Training School, poi si mise in contatto con il Foreign Mission Board per poter partire come missionaria in Brasile, ma proprio in quel periodo il FMB aveva comprato un terreno a Roma per la costruzione di una Scuola Biblica Femminile. C’era bisogno di una direttrice e chiesero a Virginia se desiderava accettare quell’incarico. Lei partì subito per Richmond. Alla parete dell’ufficio del Dr. Ronkin del FMB c’era una cartina del mondo e mentre la conversazione tra lei e il dr. Ronkin andava avanti, gli occhi di Virginia vedevano un solo unico paese: l’Italia. Era sicura che Roma era il posto in cui Dio voleva che lo servisse come missionaria.

Così Virginia Wingo divenne direttrice della Scuola Biblica Femminile che si chiamò «Istituto Betania», a Roma Montesacro: fu inaugurata il 2 ottobre 1950. La sua costruzione fu «la risposta al desiderio delle donne di crescere nella conoscenza della Parola del Signore» (da Il Testimonio, Aprile 1985). La scuola aprì le porte a molte ragazze provenienti da vari paesi, specialmente del Centro e Sud d’Italia, desiderose di studiare e di approfondirsi nella conoscenza biblica. Alcune di loro si dedicarono ad un lavoro missionario a S. Angelo in Villa (Frosinone) o presso i centri minerari di Ribolla (Grosseto) e Carbonia (Cagliari). Queste sorelle assistevano le famiglie dei minatori sia spiritualmente, con riunioni di studio della Bibbia, sia materialmente prodigandosi in ogni sorta di aiuto: dall’assistenza medica alla cura dei bambini e alla collaborazione con le madri. Ricordiamo alcuni nomi: Maria Garbato, Anna Palma, Concetta Cerreta, Marisa Cetorelli, Giulia Nesterini.

I corsi di insegnamento e studio dell’Istituto Betania erano così articolati:

Bibbia e organizzazione delle chiese battiste (Dr. W. D. Moore e Dr. R. F. Starmer), finalizzato all’approfondimento della fede, all’insegnamento di come testimoniare di Cristo e al lavoro di monitrici della Scuola Domenicale;

Storia e pensiero cristiano (Manfredi Ronchi);

Drammatica religiosa (Lidia Schirò), per la preparazione di recite della Scuola Domenicale;

Musica (M° Fanzilli);

Lavoro delle Unioni Femminili (sig.na Moore):

Italiano (Mida Foderà e Miriam Rosa);

Inglese (Lillie M. Starmer);

Igiene (Dr. Marco Foderà);

Dodici furono le prime studentesse: Pasqualina Bara, Nunziatina Grasso e Santina Nastasi provenienti dalla Sicilia; Maria Calderaro e Silvia Emiliani di Roma; Anna Cannavacciuoli di Napoli; Licia Colombo di Cagliari; Angela Dentico di Torino; Margherita Fehr di Zurigo; Maria Finocchiaro di Augusta; Wanda Pili di Civitavecchia; Nina Zampino di Macchiavalfortore.

Per 20 anni Virginia Wingo investì tutte le sue energie nell’unico interesse d’andare incontro a quelle giovani che intendevano prepararsi adeguatamente ad un lavoro di testimonianza nelle proprie comunità come monitrici, animatrici nelle unioni femminili, con e fra i giovani. Per tutte loro, Virginia è stata di incoraggiamento e di sprone, a volte col suo sorriso, a volte con fermezza e decisione.

Nel 1970 la pagina dell’Istituto Betania si chiude: il contesto culturale ed economico italiano era cambiato e non vi erano più iscrizioni di ragazze. Ma i segni di quella esperienza ci sono in tutta Italia ancora oggi e ci rimandano alla fede di tante donne che scelsero di studiare e di dedicarsi, con generosità ed entusiasmo, al servizio dell’Evangelo a cominciare dall’impegno nella propria comunità locale. L’auspicio è che qualche giovane studiosa possa approfondire la vicenda spirituale e culturale di Virginia Wingo e il lascito dell’Istituto Betania.

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