150 anni di battismo Due ipotesi sulle origini

04Ibarra

di Martin Ibarra

 

La controversia sulle origini delle chiese battiste si incentra sulla questione dei rapporti con il puritanesimo radicale e l’anabattismo. La prima questione è determinare se c’è stata un’influenza anabattista nello sviluppo del separatismo puritano. La seconda, più specifica, è considerare se nella decisione di Smyth di rifondare la sua chiesa sulla base del battesimo dei credenti ebbero una qualche influenza i mennoniti di Amsterdam, chiamati Waterlander. La terza è più teologica, consiste nell’accertare se i mennoniti influenzarono in altre questioni teologiche il gruppo di John Smyth e Thomas Helwys, ad esempio nella modifica in senso arminiano del loro calvinismo. La quarta riguarda i battisti particolari, se i mennoniti della chiesa di Ryhnsburg chiamata Collegiante influenzarono nella loro decisione di adottare il battesimo per immersione.

Le due ipotesi sull’origine del battismo si possono dunque riassumere così: la prima sostiene che esiste una connessione fra l’anabattismo e il battismo; la seconda sostiene la continuità fra il puritanismo, il separatismo e il battismo. Dato che la continuità è avallata dai documenti e dall’evoluzione stessa delle idee in campo puritano, separatista e battista, chi sostiene la tesi della connessione anabattista la deve dimostrare, cioè ha l’onere della prova. Possiamo quindi concludere, consapevoli che non tutti saranno d’accordo, che le chiese battiste hanno origine dal movimento puritano inglese e concretamente dalla sua parte più radicale, il separatismo. Partendo da questa radice, secondo alcuni per influenza anabattista non ancora dimostrata, o come risultato naturale dello sviluppo delle stesse idee separatiste e puritane, si sviluppò nel XVII secolo, in due gruppi paralleli, l’identità battista che presenta tratti specifici che la distinguono dal resto delle chiese cristiane.

Concretamente sono sorte due tipi di chiese battiste: i battisti generali aderivano al tipo di ecclesiologia congregazionalista e alle modifiche arminiane al calvinismo tradizionale, credevano che Cristo era morto per tutti gli esseri umani; i battisti particolari rimanevano saldi nella credenza di una redenzione per i soli predestinati ma modificarono l’ecclesiologia e il ministero del calvinismo classico in chiave congregazionalista. La prima chiesa identificabile come battista generale fu costituita nel 1608 ad Amsterdam. Era formata da un gruppo di separatisti inglesi guidati da John Smyth e Thomas Helwys emigrati in Olanda per sfuggire alla persecuzione. Decisero di sciogliere la loro comunità, di battezzarsi ricostituendo la loro chiesa sulla base del loro battesimo. Più tardi Smyth e una parte della chiesa ripudiarono quella scelta e chiesero di entrare a formar parte della chiesa mennonita anabattista. Il resto della comunità, guidata da Helwys, rientrò in Inghilterra e costituì a Londra la prima chiesa battista generale in suolo inglese nel 1612.

I battisti particolari sorsero invece nel 1630 all’interno del dissenso «semiseparatista» attivo in diverse comunità a Londra. Nel 1616, un semiseparatista chiamato Henry Jacob, fondò una comunità congregazionalista nel quartiere del Southwark a Londra. Erano membri di questa congregazione dei separatisti e dei semiseparatisti. Anche se manteneva una linea congregazionalista non era ostile nei confronti della Chiesa Anglicana. L’evoluzione di questa congregazione ci è nota grazie ad alcuni registri che annotano le vicende più importanti fra il 1616 e il 1638. La chiesa è costituita sulla base di un patto, una confessione di fede e di peccato. Succedettero a Jacob nella conduzione della chiesa di Southwark prima John Lathrop e poi Henry Jessey. La composizione mista di questo gruppo provocò una serie di problemi e di divisioni. Nel 1630, un gruppo diretto da un Mr. Dupper si staccò dalla chiesa per una controversia attorno al battesimo e creò una congregazione contraria al battesimo infantile e a mantenere forme di comunione con la Chiesa Anglicana. Ci sono almeno due motivi per rifiutare il battesimo infantile da parte dei più radicali: o perché proviene da una chiesa statale e che perseguita la vera chiesa; o perché è stato amministrato a dei bambini incapaci di credere e di confessare i loro peccati. Nel 1633, un altro gruppo condotto da Samuel Eaton si staccò e formò un’altra congregazione a Londra. Sappiamo che Eaton e altri di quel gruppo ricevettero un secondo battesimo. Nel 1638 altre sei persone lasciarono la chiesa di Southwark e si unirono al gruppo di Eaton che allora era diretto da Spilsbury. Altri invece pensano che il gruppo di Spilsbury fosse un terzo gruppo diverso da quelli di Dupper e Eaton. Nel 1637 era entrato in questa comunità, che già praticava il battesimo di credenti, William Kiffin, uno dei più importanti dirigenti futuri dei battisti particolari. Dunque, verso il 1638 c’erano due o tre congregazioni di separatisti calvinisti a Londra che praticavano il battesimo degli adulti.

I registri di queste chiese rivelano inoltre che verso il 1640 cominciarono a praticare il battesimo per immersione. Il recupero della pratica dell’immersione come modo del battesimo avvenne in due diverse maniere. Uno dei gruppi tentò di assicurare una sorta di continuità storica dell’immersione attraverso la missione di Richard Blunt in Olanda presso i mennoniti. L’altro gruppo diretto da Spilsbury, semplicemente, adottò l’immersione sulla base dell’autorità che pensavano gli dava la Bibbia. Sappiamo che nel 1644 c’erano sette chiese dei battisti particolari a Londra. Quell’anno stamparono una confessione di fede che è la base dottrinale del nuovo gruppo di battisti. Tra i firmatari ci sono quindici ministri, tra essi troviamo Kiffin, Spilsbury e Knollys. Oltre alla questione battesimale e ecclesiologica in questa confessione presentata al Parlamento di maggioranza pre­sbiteriana, si chiede per loro e per tutti la libertà di coscienza in materia religiosa. I due gruppi di battisti lottarono a fianco all’esercito del Parlamento contro re Carlo nelle rivoluzioni inglesi combattute a partire del 1642.

A differenza dei primitivi congregazionalisti, i primi battisti cercarono una forma di collegamento delle loro comunità. Volevano esprimere attraverso il collegamento la comunione fra le chiese, sviluppare forme di sostegno e di solidarietà per proteggere, in un’epoca di persecuzione al dissenso religioso, le chiese più deboli. Le confessioni di fede sottoscritte insieme da più chiese e la nascita delle prime associazioni di chiese saranno note distintive di entrambi i gruppi di battisti. Il collegamento fra le chiese ha ancora oggi, un’importanza fondamentale. Non è un dato secondario ma ecclesiologico, anche se ci sono diverse interpretazioni sul valore ecclesiologico dei collegamenti regionali, nazionali o internazionali delle chiese battiste.

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