Il cammino continua

Diritti_10_4

a cura della redazione 

 

Alla fine dei suoi giorni, Mosè salì sul monte Nebo. Lì il Signore gli fece vedere tutto il paese che aveva promesso a lui e a tutto il popolo e gli disse: “io darò questa terra ai tuoi discendenti. Te l’ho fatta vedere con i tuoi occhi ma tu non vi entrerai” (Cfr. Deuteronomio 34, 1 – 5).

Molti secoli più tardi, Nelson Mandela nella sua autobiografia annota: “dopo aver scalato una grande collina ho trovato che vi sono ancora molte colline da scalare”.

Due uomini, due storie simili. Il primo, Mosè è il condottiero del popolo che Dio ha liberato dall’Egitto per condurlo verso quella terra promessa che Mosè vedrà ma che gli è preclusa. Il secondo, Mandela è il leader di un popolo finalmente liberato dall’Apartheid. Mandela, a differenza di Mosè, è salito sulla collina ed è entrato in quel paese che è il Sud Africa finalmente libero. Tuttavia egli è consape- vole che la libertà e con essa i diritti umani, sono il frutto di un lavoro faticoso, continuo e non un fatto acquisito una volta per tutte.

La pena di morte, la tortura, gli stupri, le sevizie, le sparizioni sono crimini perpetrati in molti Stati del mondo. Cosa possiamo fare perché ogni uomo, ogni donna possa entrare nella terra promessa della libertà e del rispetto diritti umani? La società civile, cioè gli individui e le aggregazioni che contribuisco- no alla vita degli stati democratici, hanno un ruolo importante nell’affermazione e nella tutela dei diritti umani. Anche le Chiese sono chiamate a fare una scelta netta.

I diritti umani non sono un dato di natura. Per natura l’uomo è portato ad aggredire e soverchiare l’altro. I diritti umani sono una conquista culturale e sociale e come tali vanno continuamente affermati e difesi. Tutti, anche le Chiese sono chiamate a vigilare e agire affinché i diritti umani di tutte le persone del mondo siano garantiti.

Il primo compito della società civile e in essa delle Chiese è quello di promuovere al proprio interno dei comportamenti e degli abiti demo- cratici orientati all’affermazione e al rispetto dei diritti umani. Ad esempio, le Chiese sono delle comunità dove vigono dei comportamenti auto- ritari, violenti e discriminatori oppure dei luoghi dove il potere è diffuso, dove ogni persona è

valorizzata indipendentemente dalla propria ori- gine, dalla propria identità di genere e dal proprio orientamento sessuale?

Il secondo compito della società civile e delle Chiese è quello di informarsi e fare circolare le infor- mazioni. A questo scopo Organizzazioni non gover- native (ONG) hanno un ruolo insostituibile. Le ONG sono composte da individui e non da stati e, di rego- la, sono libere da condizionamenti politici ed economici. Esse intervengono speditamente in caso di gravi violazioni e svolgono un’importante funzione di pungolo ai governi e all’opinione pubblica.

Le ONG accertano tempestivamente le violazioni gravi dei diritti umani (si pensi ai rapporti di Amnesty International e Human Rights Watch). Molte ONG svolgono attività operative di carattere umanitario (ad esempio Medici senza frontiera ed Emergency). Inoltre le ONG si sforzano di agire diret- tamente sui governi o su enti internazionali affinché si occupino di specifiche situazioni concernenti i diritti umani. Infine, le ONG forniscono informazioni sull’effettiva osservanza dei diritti umani a organiz- zazioni specializzate nel controllo come ad esempio il Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite.

Le Chiese sono poste di fronte ad un’alternati- va: pensare esclusivamente al proprio benessere oppure essere comunità che pregano e operano per il bene degli Stati in cui sono poste. E questo, insie- me ad altri impegni, significa vegliare sul rispetto dei diritti umani e denunciare la loro violazione. In obbedienza alle parole di Gesù che chiama le perso- ne credenti ad essere il sale della terra e la luce del mondo.

In particolare, le Chiese Europee che hanno il privilegio di vivere in una parte del mondo nella quale i diritti umani sono largamente attuati rispetto ad altri Stati, non possono rimanere sull’alto monte a guardare, ma hanno il compito di scalare le colline e le montagne che ancora sono loro di fronte sul cammino della libertà universale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...