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di Emanuele Casalino 

 

«Beati voi che siete poveri, perché il regno di Dio è vostro»

(Luca 6, 20)

La frase che possiamo leggere di apertura alle beatitudini nella versione dell’evangelo di Luca è sconcertante: «Beati i poveri»1 . La frase risulta ancora più sorprendente, se consideriamo che l’Antico Testamento non ha idea- lizzato la povertà . Gli umiliati, i bisognosi, gli ultimi, i deboli sono persone da rimpiangere . È anche vero che il benessere materiale non è tutto: «meglio un povero di condotta integra – si legge in Proverbi 19,1 – che un ricco di costumi perversi». Oppure il sapiente prega: «Non darmi né povertà né ric- chezza, ma fammi avere il cibo necessario, perché una volta sazio io non ti rinneghi, e dica: “Chi è il Signore?”, oppure, ridotto all’indigenza, non rubi e profani il nome del mio Dio» (Proverbi 30, 8-9) .

Anche l’Antico Testamento conosce degli uomini e delle donne dal cuore povero, segnati dalla soffe- renza e che non si fanno illusione sulle loro capaci- tà umane e non hanno alcuna pretesa da far valere, ma con umiltà si affidano interamente a Dio . Sono “i poveri di Yahvè” . Con loro nasce un nuovo popo- lo, che si accontenta di essere «umile e povero» (Sofonia 3, 12) . Questo popolo di ultimi e diseredati costituisce già la «Chiesa dei poveri» ante litteram .

A dar voce agli ultimi e ai poveri sarà Gesù . Nel Regno che Gesù annuncia i poveri occupano il primo posto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato ad annunziare la liberazione ai prigionieri, e ai ciechi il recupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi, e a proclamare l’anno accette- vole del Signore» (Luca4, 16ss) . Nel tempo nuovo della salvezza messianica c’è un capovolgimento di valori: Gesù parla di un Dio che innalza gli umili e abbassa i potenti, che ricolma di beni i poveri e manda a mani vuote i ricchi (Luca 1, 52-53) .

Gesù ama i poveri e li accoglie . I Vangeli regi- strano a più riprese le folle2 che seguivano Gesù, folle fatte di emarginati, sordi, ciechi, paralitici, poveri e peccatori che si aspettavano da lui un parola di speranza e una solidarietà concreta3 . Gesù non solo ama i poveri e li accoglie, bensì condivide la loro condizione da povero, dalla spoliazione di Betlemme alla morte in croce come un qualsiasi criminale politico . Gesù si fa fratello e amico di tutti gli infelici, di tutti gli uomini e le donne che incontra

sul suo cammino privati dei loro diritti, in tutti i tempi . Con loro grida: «Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?» (Salmo 22, 1) .

Nel dichiarare beati i poveri non c’è il rischio a smobilitare? Ad annullare la causa di quanti si sono votati a combattere la povertà e le ingiusti- zie? Ebbene no, perché Gesù non dice nulla di positivo sulla povertà subita, quella che è frutto dell’ingiustizia, dell’egoismo e di strutture inique . La beatitudine dichiara beati i poveri non la povertà, beati coloro che sono perseguitati non l’ingiustizia subita, beati gli afflitti non la sofferenza… Non si benedice una situazione di sofferenza . La povertà, come la violenza o l’ingiustizia sono realtà contrarie alla volontà di Dio che vuole che ad uomo e donna sia riconosciuto il giusto diritto alla vita armoniosa e felice .

Ciò che Gesù propone nelle beatitudini non è una rinuncia, ma la felicità: Beati! È un vivere secon- do i valori del Regno che viene . Nelle beatitudini è tracciato il profilo dell’uomo e della donna nuovi innestati, mediante la fede e il battesimo, in Cristo, morto e risorto con lui e che vive nella prospettiva del Regno dove i valori sono capovolti: se il mondo disprezza gli ultimi, i poveri, i miti e i perseguitati, Dio li dichiara beati…! La loro sofferenza sta per finire perché il Regno sta per giungere .

Il programma di Gesù è già esplicitato in questa prima beatitudine; le seguenti non fanno che espli- citare nei suoi diversi aspetti la Beatitudine fonda- mentale, quella che dichiara «Beati i poveri» .

Le beatitudini, dunque, tracciano il profilo del discepolo e della discepola di Gesù . Non è un caso che alle beatitudini in Matteo fa seguito la parola di Gesù che chiede ai suoi discepoli di essere sale e luce del mondo4 . Quella che si raccoglierà intorno a Gesù sarà una «strana» comunità, esigua nel numero, fatta di persone perseguitate, di poveri, la cui unica forza sta nella sua misericordia, nella semplicità di cuore, nella ricerca della pace e della giustizia . Questa è la comunità che Gesù raccoglierà intorno a sé . A questa comunità Gesù dice: «voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo» .

In questa prospettiva, le beatitudini restano per il credente una sfida . Un annuncio di felicità, ma anche un orientamento per la vita.

Beati quelli che vivono con le mani vuote.
Ti rimangono i segni dell’aver aiutato gli altri?

Beati quelli che vivono il pianto nella pace. Cercate facili consolazioni?

Beati quelli che sanno attendere.
Non avendo nulla, arricchite tutti
(2 Cor. 6, 10 siamo ritenuti poveri, ma facciamo ricchi molti).

Se avete sete di solidarietà tutti saranno saziati. Combatti le ingiustizie sociali?

Quando siete compassionevoli fate presente l’amore di Dio.
Compatire è “Patire con”.

Beati quelli che non hanno fiele nel cuore. Vedi Dio in tutte le cose?

Lavorare per la pace è lavorare per il Regno. Non sapete che la pace inizia con una buona convivenza?

Beati quando aiutate quelli che soffrono ingiu- stamente.
Con loro entrerete nel Regno.

Beati se sopportate nel silenzio le offese.
“La verità si difende da se stessa.
La menzogna, malgrado faccia strada, si distrug- ge da sola”

(M. L. King)

1) Nella versione di Matteo si legge invece “Beati i poveri in spirito” (5,1) . La differenza tra il “povero” di Luca e il “povero nello spirito” di Matteo non cambia nella sostanza . Matteo non intende certamente riferirsi a coloro, che, benché ricchi, sono spiritualmente staccati dalle loro ric- chezze . Entrambe le beatitudini (Mt e Lc) designano la classe povera che costituisce la grande maggio- ranza della popolazione del mondo ellenistico .

2) Marco 6, 32-34; 6, 53-56 3) Matteo 11, 2-6
4) Matteo 5, 13-16