Quando sono nato di nuovo

Battista 2di Vincenzo Battista

 

Così è successo. Il 1 agosto 1979 incontrai a Bari una ragazza di nome Laura, il 13 settembre mi regalò una Bibbia, e io le risposi: «Sono un cattolico, ho sempre frequentato la chiesa e credo in Dio». Lei mi chiese se avevo già una Bibbia, io risposi no, e lei agginse “allora prendila, e leggila quando ritieni opportuno”. La presi, ma mi sembrò strano.

Io vivevo in provincia di Bari con i miei genitori, e lei in provincia di Venezia. Quando avevamo la possibilità di sentirci, mi chiedeva sempre se avessi letto qualche pagina della Bibbia, io le rispondevo che lo facevo saltuariamente. Lei aggiungeva sempre “leggila, e allora capirai”. Fra me e me mi chiedevo cosa ci fosse da capire.

Dopo un po’ di tempo, nel risentirci, mi chiese di nuovo se avessi letto la Bibbia, le risposi che avevo cominciato dal libro dei Proverbi. Poi, mi chiese se avessi mai partecipato ad un culto evangelico. Io risposi di no.

Nel marzo del 1980, Laura m’invitò a partecipare al culto nella chiesa battista di Marghera (Ve), da lei frequentata.

Entrai in chiesa, alcune persone mi vennero incontro rivolgendomi un saluto gioioso, fra queste anche il pastore Vianello Aldo.

Rimasi stupefatto: prima di tutto per l’accoglienza festosa, poi per la chiesa, molto semplice senza immagini, senza decorazioni. E poi… la gioia dei canti! A fine culto, il pastore mi chiese se avessi una Bibbia, risposi che Laura me l’aveva regalata, e lui mi suggerì di iniziare a leggere i vangeli.

Ripartii per Bari, ma per tutto il viaggio avevo in mente quel culto e quelle persone incontrate.

Quando Laura mi scriveva (non avevamo il telefonino in quel tempo), aggiungeva sempre di leggere la Bibbia. A quelle parole, mi domandai: “ma cosa ci sarà di tanto importante nella Bibbia che fino ad oggi non ho colto?”. Leggevo alcune pagine della Bibbia, ma non vi trovavo niente di particolare.

Verso la fine di quell’anno, in seguito ad una forte tonsillite, fui costretto a ricoverarmi. Il giorno dopo dissi a mia madre di portarmi la Bibbia. Lei me la portò.

Era sera, ero sul letto e ad un certo momento sentii una voce che mi diceva: “Leggi dal vangelo di Giovanni”. Feci come per stapparmi le orecchie, ma la sentii di nuovo.

Allora presi la Bibbia, cercai il vangelo di Giovanni, e come iniziai a leggere: “Nel principio era la Parola la Parola era con Dio”, la pagina s’illumino con una luce intensa. Io non rimasi sconvolto, anzi, quella luce mi rivolse una domanda, alla quale io risposi “Questa è la Parola di Dio”.

In quell’istante, una gran gioia attraversò tutto il mio corpo. Sobbalzai sul letto e mi ritornò in mente quel primo culto nella chiesa di Marghera. Appena ripresi la lettura, cominciai a comprendere quello che leggevo. Non c’era più niente di strano, con gioia continuai a leggere tutto il primo capitolo.

Scrissi a Laura tutto quello che mi era successo in quella camera di ospedale. Lei raccontò al pastore il tutto.

Appena ebbi la possibilità di ritornare a Marghera incontrai il pastore. Lui mi chiese se volevo dare in chiesa una testimonianza di quanto mi era successo. Così feci e capii da allora l’importanza della testimonianza. Poi il pastore mi chiese se avessi in cuore gioia, risposi sì, e lui iniziò a parlarmi di cosa Gesù aveva fatto per me. Alla fine del dialogo mi chiese se volevo battezzarmi. Ricordo ancora cosa gli risposi: “Il Signore si è rivelato e ha convertito il mio cuore. Ora so ciò che leggo”.

Dopo qualche mese, l’11 aprile 1982 ho dato la mia testimonianza battesimale nella chiesa di Marghera. Quel giorno ho capito e vissuto l’importanza della testimonianza per un cristiano che diventa credente in Cristo Gesù, nostro personale Salvatore.

Il Signore ha operato in un tempo di malattia per ristabilire il corpo malato (dopo un giorno fui dimesso dall’ospedale) e lo spirito, donandomi nuova vita.

Ringrazio e lodo il Signore che con la sua luce mi ha illuminato il cuore e la mente.

Nel 1986 quella ragazza di nome Laura è diventata mia moglie, e in quell’occasione abbiamo voluto rendere una testimonianza pubblica, abbiamo svolto la cerimonia all’aperto presso un gran parco, testimoniando così: “Noi abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi, e abbiamo creduto” (1 Giov. 4,16).

Nel 1990 è nata nostra figlia Marta, eravamo dai miei genitori a Bari, e volendo rendere una testimonianza anche in quella città, abbiamo presentato Marta nella chiesa battista di Bari.

Ringrazio il Signore che mi ha chiamato a servirlo continuando a testimoniare quanto Lui ha fatto nella mia vita. Dal 1998 sono presente in diversi mercati cittadini con un banchetto dove dono il vangelo di Giovanni e testimonio di Cristo Salvatore.

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