Un cammino graduale

04-Pordenone1di Giuseppe e Pina Miglio

 

Crescita della chiesa: due strade. La prima. Puntare sui numeri, sulle emozioni forti e avere tutto e subito. La seconda. Puntare su una crescita graduale che promuova sia l’aggregazione di persone nuove sia la loro statura spirituale. La chiesa di Pordenone ha scelto questa seconda via.

Quando – nell’estate 2001 – Pina ed io arrivammo a Pordenone, poche persone portavano il peso di troppe responsabilità. Decidemmo perciò, assieme alla comunità, di compiere delle scelte: di investire sulla formazione dei gruppi di ministero, di riqualificare i locali della chiesa, inserire maggiormente la comunità nella vita della città e perciò di formare intenzionalmente la comunità come un gruppo di discepole e discepoli.

Gruppi di ministero. La scuola domenicale, ad esempio, era condotta da troppe poche persone che non partecipavano mai ai culti comunitari. Inoltre, mancava sia un gruppo di adolescenti sia di giovani. Infine l’età media dei membri era piuttosto alta.

Il Consiglio di chiesa ci chiese di investire sui bambini e su i giovani, consapevoli che senza ricambi la chiesa si sarebbe ben presto trovata in difficoltà. Per di più le attività della chiesa troppo spesso non funzionavano perché mancavano le persone che le curassero.

Scegliemmo perciò di puntare non solo sulla preparazione individuale, ma anche sulla costituzione, per ogni attività, di un gruppo di lavoro, composta da più servitori, in grado di collaborare, sostenersi vicendevolmente ed alternarsi nel coordinamento del servizio. Infatti dove c’è uno scambio di esperienze, di visione, prospettive e percorsi spirituali si verifica una crescita e un luogo dove rigenerarsi ed arricchirsi teologicamente e spiritualmente. L’esperienza dei gruppi di lavoro, perciò, si è rivelata un primo passo di inversione di rotta verso l’allargamento del servizio a quanti hanno dimostrato di aver ricevuto dei doni.

Riqualificare i locali della chiesa. Un altro ambito sul quale abbiamo investito è la riqualificazione dei locali della chiesa. Abbiamo creato ambiti specifici (nido per bambini fino a 3 anni; biblioteca, luoghi di incontro per adolescenti e giovani, ecc.) che ci hanno permesso non solo di interagire meglio con le nostre attività ma ospitare pure gruppi ed istituzioni con cui abbiamo intrapreso un cammino di collaborazione territoriale. Inoltre, abbiamo fatto installare alcune segnaletiche stradali che indicano la nostra posizione in città che ci hanno permesso di avere più visibilità e di offrire un servizio a tutti coloro che cercano una chiesa evangelica.

Per dare una testimonianza più incisiva sulle nuove generazioni abbiamo acquistato nuovi strumenti musicali, un impianto stereo, un video proiettore e altri strumenti tecnologici che ci aiutano a dare più spazio ai nuovi linguaggi nell’annuncio dell’Evangelo.

Inserimento nel territorio e discepolato. La chiesa ha scelto di essere una voce e una presenza qualitativa nel proprio territorio. Collaboriamo ad una serie di progetti sociali e culturali con le istituzioni pubbliche (Osservatorio per i migranti, collaborazione con i servizi sociali per l’aiuto a famiglie indigenti, gruppo di lavoro ecumenico e interreligioso, ecc.). In questo ambito, è stato fondamentale intraprendere un seminario triennale di formazione per l’evangelizzazione guidato dal pastore con la finalità di aiutare la comunità a conoscere meglio il proprio territorio, comprenderne la realtà sociale e culturale e individuare i modi per raggiungere i suoi abitanti col messaggio dell’Evangelo, nonché svolgere un lavoro di discepolato.

I risultati. Oggi in chiesa c’è una generazione di persone tra i quaranta e i cinquant’anni, un gruppo giovanile e una vivace scuola domenicale. Non solo. La comunità ha aumentato sensibilmente la propria consacrazione finanziaria e questo ha significato un maggior contributo al Piano di cooperazione dell’Unione battista (Ucebi) ma anche l’investimento sulla riqualificazione degli ambienti interni (arredi, strumentazione ufficio chiesa, ecc.) ed esterni della nostra chiesa (restauro conservativo), l’investimento sulla formazione dei ministeri (borse di studio, aggiornamento e campi estivi), e sugli strumenti necessari. Molte cose restano da fare, ma i frutti si vedono. Confidiamo che il Signore possa benedire grandemente la chiesa di Pordenone.

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