Il diritto di lodare

Emanuele G. Aprile

Vi proponiamo di seguito alcuni inni che pensiamo possano essere condivisi e cantati in questa settimana, inserendosi pienamente nella riflessione sui diritti umani. Possiamo utilizzarli in incontri organizzati ad hoc o nella liturgia domenicale.

Nella scelta di questi canti abbiamo pensato soprattutto a diverse dimensioni del viaggio: da un lato un viaggio che assomiglia più a un esodo, l’abbandono di una terra alla ricerca di un’altra, oppure un viaggio di deportazione, fatto contro la propria volontà; dall’altro lato un viaggio guidato dalla speranza e dalla mano di Chi ci condurrà verso la salvezza di cui tutti e tutte abbiamo bisogno.

Non potevamo non fare riferimento alla tradizione degli spiritual afroamericani, con le loro melodie intrecciate di dolore e di speranza. È forse l’unico diritto cui gli antichi schiavi africani non hanno mai rinunciato: il diritto al ritmo, alla musica, al canto.

Ecco i tre spiritual che vi proponiamo:

  • “Quando infuria la tempesta” – n° 274 da Celebriamo il Risorto
  • “O Signore, cammina con me” – n° 269 da Celebriamo il Risorto

3) “Tu Signor sei il mio pastore, seguirò Te” – n° 253 da Celebriamo il Risorto, che nell’originale inglese canta nella prima strofa “Lord I want to be a Christian” ovvero “Signore voglio essere cristiano”.

I primi due canti hanno un ritmo e una cadenza tipici dei canti da lavoro e sono caratterizzati quindi da una melodia strettamente legata al movimento del cammino sofferto. Non si può cantare questi antichi spiritual senza pensare al nostro mar Mediterraneo e a quanto questo di recente rappresenti sempre più spesso la “notte tenebrosa e tempestosa” da attraversare, con il desiderio di una nuova vita, ricca di speranze. Allora come oggi un cammino così difficile è possibile solo grazie all’aiuto del Signore.

Il terzo canto fa invece riferimento ad un altro tipo di viaggio. Un viaggio che riguarda tutti/e noi. Si potrebbe chiamare il viaggio del diventare o ridiventare credenti: seguire il Signore e lasciare che sia Lui a guidare i nostri passi, diventare discepoli di Cristo. Lasciare che sia Lui a prenderci per mano e condurci nella nostra nuova vita di senso, qui ed ora, per poi indirizzarci verso la vita eterna: questo è un viaggio che siamo tutti e tutte chiamati/e a fare, verso una vita più piena.

Verso una speranza più grande.