Monologo: King, visitato da un gruppo di persone nel carcere di Birmingham (Alabama)

di Massimo Aprile

L’attore interpreta Martin Luther King Junior, mentre a cavallo della settimana di Pasqua del 1963, si trova nel carcere di Birmingham.

Martin è seduto. Davanti a lui c’è una grata. Egli ha davanti a sé una Bibbia, un innario cristiano e un rotolo di carta igienica.

 

” Ciao ragazzi. Grazie della visita.

Oggi è lunedì 15 aprile 1963. Ieri è stata Pasqua.

Vi chiederete come mai mi trovo qui.

In verità questa è solo l’ennesima volta che vengo arrestato per motivi anche pretestuosi (guida senza patente, ecc.) Stavolta sono in cella di isolamento nella Contea di Jefferson vicino Birmingham. In una cella vicina alla mia, in isolamento anche lui, si trova il mio amico Ralph (Abernathy). Le prigioni della Contea sono piene di neri arrestati durante una sofferta campagna nonviolenta contro le discriminazioni razziali. Si arriva a quasi 350 persone

La ragione per cui siamo stati arrestati questa volta, è legata alla disobbedienza ad un decreto del giudice della Contea che aveva vietato al nostro movimento di marciare contro la segregazione nella città di Birmingham.

In questi giorni di detenzione mi conforta leggere il Vangelo e soprattutto l’insegnamento di Gesù in quel magnifico discorso che viene chiamato “Il sermone sul monte” e che è contenuto nei capitoli 5,6 e 7 del Vangelo di Matteo. “Gesù disse: Amate i nemici e pregate per quelli che vi perseguitano…”

Ma amare i nemici comprende il compito di fare appello alla loro coscienza quando commettono igniustizie…

Mi tengono compagnia i canti tradizionali e di fede della comunità afroamericana, chiamati negro-spirituals: canti intrisi di passione e dolore, come “Deep River” oppure “Were you there?”. (Intona il secondo)

Siamo venuti a Birmingham nella città più popolata dello Stato dell’Alabama chiamati da un pastore battista, Charles Shuttlesworth, leader del movimento per i diritti dei neri, nella città.

Qui, come in tanti posti del Sud ci sono mille leggi locali che fanno divieto ai neri di fare molte cose. Non possono entrare dalla porta principale nei negozi. Non possono usare gli stessi camerini per provarsi gli abiti, non possono andare nello stesso parco, nelle stesse toilette, sedere negli stessi tavoli dei ristoranti, bere alle stesse fontane pubbliche ecc.

“Ci riserviamo il diritto di servire chi vogliamo” si legge su cartelli all’ingresso dei negozi. Ma devi leggerli come il chiaro monito che i neri in quanto consumatori sono tollerati, ma restano cittadini di serie b.

Birmingham è una città di 300.000 abitanti, metà dei quali sono afro-americani. Vi sono delle industrie che producono acciaio. E spesso le discriminazioni razziali ci sono perfino tra gli operai. Sono l’unica consolazione offerta ad una schiera di bianchi, anche essi sfruttati, a causa di salari bassi.

Si ha spesso bisogno di qualcuno che stia peggio di te sul quale scaricare le tue frustrazioni.

Il fulcro della nostra iniziativa come movimento per i diritti civili, è, da un punto di vista logistico la chiesa battista che si trova nella 16a strada. Lì teniamo tutti i nostri incontri di preghiera e formazione alla lotta nonviolenta. Ma alle nostre iniziative partecipano anche un buon numero di credenti di altre denominazioni cristiane, soprattutto provenienti dalla chiesa metodista episcopale.

Da un punto di vista ideologico, il nostro movimento si basa, come a Montgomery, sulla nonviolenza. Chiunque vuole partecipare alle nostre marce e sit-in deve rinunciare a portare armi, anche solo un coltello, e deve essere disponibile a “porgere l’altra guancia”, non come segno di remissione e debolezza, ma come segno di forza, la forza dell’amore, di cui parlava anche il nostro grande maestro Gandhi.

Il nostro più violento antagonista in città si chiama Bull o’ Connor, è il capo della polizia. Ha cercato, fortunatamente senza riuscirvi, di essere eletto sindaco della città sulla base di un programma dichiaratamente razzista. Ha promesso di farcela pagare e in effetti non ha esitato di caricare i dimostranti, con l’ausilio dapprima dei cani poliziotto, e poi con quello degli idranti. Le sue cariche non si sono fermate neppure davanti a persone, uomini e donne inermi che mentre venivano aggredite si inginocchiavano a terra per pregare.

La televisione da qualche anno è entrata nella case degli americani, ma anche di tante persone nel mondo e quella scene di violenza sono state viste dovunque. Una vera vergogna per un paese che si vanta di essere il baluardo della democrazia nel mondo. Il presidente Kennedy non potrà non tenerne conto.

Quasi ogni giorno, malgrado le minacce, ci siamo incontrati nella chiesa, per pregare, per formarci alla ferrea disciplina della nonviolenza e per organizzare le nostre marce nel centro città.

E’ così che siamo finiti qui.

Dicevo che ieri è stata la Pasqua e sia io che il mio amico Ralph, anche lui pastore, non abbiamo potuto predicare la resurrezione di Cristo alle nostre rispettive comunità.

La presenza di questo rotolo di carta igienica non vi susciti ilarità.

Sto scrivendo una lunga lettera, approfittando della mia insonnia. Ma non hanno voluto darmi della carta per poterlo fare. Cercherò di far arrivare alla stampa questo mio messaggio di risposta scrivendolo su questo rotolo.

Quando abbiamo cominciato le nostre marce in città, siccome eravamo a ridosso delle feste pasquali, i commercianti hanno cercato di dissuaderci. “Aspettate!”, dicevano, “vedrete che quando entrerà in carica il neoletto sindaco, alcune cose miglioreranno”. In realtà essi dicevano così perché temevano che le nostre marce danneggiassero i loro affari in un periodo di maggiori vendite.

Ma noi siamo ormai stanchi di aspettare. Abbiamo capito ormai che “aspettare” nel lessico di molti, nei confronti dei neri, significa “mai”. Ma c’è un limite ad ogni attesa e i neri hanno aspettato anche troppo in questo paese.

E’ successo allora che alla vigilia della settimana di Pasqua é apparso sul ” Birmingham Newsuna lettera aperta a firma di 11 leader religiosi, tra cui alcuni pastori, un prete e perfino un rabbino. Questi ci hanno gentilmente chiesto di sospendere le nostre iniziative e, a noi che veniamo da altre città di andarcene via. Ci hanno detto che durante la “Settimana santa”, le nostre iniziative producevano turbamento alla coscienza dei credenti, e che dovevano coltivare la virtù della pazienza, per aspettare il tempo in cui tutti i problemi si sarebbero risolti.

Quando lessi quella lettera ne fui turbato e se ne accorse anche Ralph. Ma il tutto sarebbe finito lì, visto che siamo sopraffatti dalle tante cose da fare. Ma poi stato arrestato e messo in isolamento. A quel punto mi veniva offerta la possibilità di fermarmi e pensare un po’ e quindi anche di ordinare i pensieri per una risposta a quei colleghi nel ministerio.

La lunga lettera che ho scritto sul “rotolo” è uscita a pezzi. Non potevo minimamente immaginare che nel futuro sarebbe diventata un documento importante anche nella civiltà giuridica del Nord America.

Fondamentalmente in questo scritto ho affermato che non potevamo più “aspettare, perché una giustizia a lungo rimandata, è una giustizia negata”. Poi ho osservato che quando ci sono delle leggi ingiuste che umiliano una parte della popolazione a vantaggio di un altra, quelle leggi non hanno status morale, è giusto disobbedirle. E che, come Pietro l’apostolo, vengono momenti in cui dobbiamo pubblicamente dichiarare che “bisogna ubbidire a Dio prima che agli uomini”.

Ma ho scritto anche che chiunque infrange una legge, anche se ingiusta, deve essere disponibile a prendere su di sé le conseguenze di quella scelta, fino al carcere, se necessario. Non c’è redenzione senza sacrificio. A chi mi diceva che eravamo degli estremisti, ho scritto che sì, eravamo estremisti ma dell’amore e non dell’odio. Non avremmo accettato di sospendere le nostre marce, anche se avessero continuato a picchiarci e a metterci in carcere, perché c’era di mezzo la questione della giustizia e della dignità dell’essere umano, del bianco, come del nero.

Ho scritto, quello che sapevano tutti, e cioè che la Costituzione ci dava ragione e che le disposizioni di una municipalità non potevano contraddire una carta fondamentale che aspettava di essere ancora attuata.

Io e Ralph siamo rimasti in carcere per più di una settimana, poi, dopo aver pagato la cauzione di 200 dollari, siamo stati rimessi in libertà. Ma durante la mia detenzione è successa una cosa straordinaria, il presidente Kennedy ha telefonato a mia moglie Coretta Scott, informandosi sul mio conto e degli altri arrestati. Coretta gli ha detto che qui non abbiamo neppure delle lenzuola pulite. Il presidente è apparso molto premuroso e in Alabama tutti sanno di quella telefonata….

Voce fuori campo:

“La campagna di Birmingham fu una vittoria a tutto tondo. Tutto quanto richiesto dal movimento fu ottenuto. Ma il giorno della partenza un attentato dinamitardo colpi la stanza dell’albergo in cui King era alloggiato. Fu solo un caso se non ci furono vittime. Tuttavia il 15 settembre di quello stesso anno nella Chiesa Battista della 16a strada fu messa una bomba che esplose poco prima del culto. Quattro bambine ne rimasero uccise.

(Fonte bibliografica   “E le mura crollarono” di Ralph Abernathy. Sugarco Edizioni. Milano pp. 123-165)

 


 

Proposta liturgica

Preghiera: Padre grazie per averci scelto quali tuoi strumenti; Gesù grazie di averci affidato lo spartito della Parola; Spirito Santo insegnaci interpretare al meglio l’inno della vita nuova.

 

Salmo di apertura:

4 Cantate a Dio, salmeggiate al suo nome, preparate la via a colui che cavalca attraverso i deserti; il suo nome è il SIGNORE; esultate davanti a lui. 5 Dio è padre degli orfani e difensore delle vedove nella sua santa dimora; 6 a quelli che sono soli Dio dà una famiglia, libera i prigionieri e dà loro prosperità; solo i ribelli risiedono in terra arida.

Salmo 68:4-6

Inno

 

Lettura:

31 Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; 32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». 33 Essi gli risposero: «Noi siamo discendenti d’Abraamo, e non siamo mai stati schiavi di nessuno; come puoi tu dire: “Voi diverrete liberi”?»

34 Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. 35 Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figlio vi dimora per sempre. 36 Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi.

Giovanni 8:31-36

 

Inno

Testo della meditazione: Atti 16:25

“Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano”

Meditazione

L’episodio dell’arresto di Paolo e Sila a Filippi è drammatico, ma allo stesso tempo curioso. Due uomini, Paolo e Sila appunto, sono stati picchiati e imprigionati senza un regolare processo e senza aver commesso nulla di male. Paolo ha visto il proprio diritto di cittadino romano calpestato. La brutale esperienza appena vissuta dall’apostolo avrebbe dovuto piegarne lo spirito, invece a mezzanotte canta sonoramente insieme a Sila, al punto che tutti i prigionieri non possono far altro che starli ad ascoltare.

Il loro non è un semplice canto, ma una preghiera, un’espressione gioiosa di libertà e di fede.

Quanti paradossi sono contenuti in questo Evangelo di Gesù!

Generalmente pensiamo che la gioia di una persona sia proporzionale agli agi di cui si circonda, o comunque dipenda dall’assenza di gravi problemi nella propria vita. La Parola di oggi ci smentisce, disturbando la nostra percezione tanto ovvia quanto distorta della realtà.

Testimonianza

Le persone più felici che ho avuto modo di incontrare negli ultimi mesi sono due giovani ragazzi, Samuel e David, giunti in Italia attraversando il mediterraneo. Uno dei due ha il Salmo 23 tatuato su una spalla ed è fuggito dalla persecuzione di Boko Haram che ha trucidato alcuni membri della sua famiglia. Ora, proprio come Paolo e Sila, entrambi si trovano rinchiusi in un centro di detenzione, eppure la gioia donatagli dalla fede non è scemata, tutt’altro. Tutto ciò che ci chiedono per esser felici è una Bibbia.

La Gioia Evangelica non è limitata a un tempo futuro, né è circoscritta in uno spazio specifico; le sbarre non possono confinarla, né le acque dell’abisso potranno spegnerla.

Inno “We shall overcome”

“We Shall Overcome” è una canzone di protesta pacifista di derivazione Gospel, che divenne l’inno del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti d’America.

Sulle note di “we shall overcome”, Monologo di M.L. King preparato da Massimo Aprile.

Si consiglia di allestire un angolo della chiesa in modo da simulare la cella del Pastore King (sul sito oltre al testo da interpretare si troveranno anche delle immagini e dei files multimediali).

Preghiera: Si elevi una preghiera per chiedere al Signore di aiutarci a riconoscere le prigioni dell’anima e chiedergli di liberarci.

Lettura: 4 Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi.5 La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino.6 Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. 7 E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.

Filippesi 4:4-7

Già qui, a seconda del tempo che si ha a disposizione, la riunione potrebbe terminare, ma se si vuole l’incontro può proseguire come segue:

Ascoltare in sottofondo J.S. Bach: Motet BWV 227 ‘Jesu, meine Freude’, mentre se ne legge il testo offerto in traduzione.

Tedesco Italiano
1 Jesu, meine Freude,
Meines Herzens Weide,
Jesu, meine Zier,
Ach wie lang, ach lange
Ist dem Herzen bange
Und verlangt nach dir!
Gottes Lamm, mein Bräutigam,
Außer dir soll mir auf Erden
Nichts sonst Liebers werden.
1 Gesù, mia gioia,
diletto del mio cuore,
Gesù, mio tesoro,
ah, da quanto, da quanto tempo
il mio cuore soffre
e ardentemente ti desidera!
Agnello di Dio, mio sposo,
nessun’altro sulla terra
può essermi più caro di te.
2 Es ist nun nichts Verdammliches an denen, die in Christo Jesu sind, die nicht nach dem Fleische wandeln, sondern nach dem Geist. 2 Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, che mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. (Rm 8,1-2)
3 Unter deinem Schirmen
Bin ich vor den Stürmen
Aller Feinde frei.
Laß den Satan wittern,
Laß den Feind erbittern,
Mir steht Jesus bei.
Ob es itzt gleich kracht und blitzt,
Ob gleich Sünd und Hölle schrecken:
Jesus will mich decken.
3 Sotto la tua protezione
mi metto in salvo dalle tempeste
scatenate da tutti i nemici.
Sia che Satana si infuri,
sia che il nemico si accanisca,
Gesù è al mio fianco.
Anche se lampeggia e tuona,
se il peccato e l’inferno diffondono il loro terrore,
Gesù mi proteggerà.
4 Denn das Gesetz des Geistes, der da lebendig macht in Christo Jesu, hat mich frei gemacht von dem Gesetz der Sünde und des Todes. 4 Poiché la legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù, mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. (Rm 8,2)
5 Trotz dem alten Drachen,
Trotz des Todes Rachen,
Trotz der Furcht darzu!
Tobe, Welt, und springe,
Ich steh hier und singe
In gar sichrer Ruh.
Gottes Macht hält mich in acht;
Erd und Abgrund muss verstummen,
Ob sie noch so brummen.
5 A dispetto dell’antico serpente,
a dispetto delle fauci della morte,
a dispetto anche della paura!
Scatenati, terra, e trema,
io resto qui e canto
in perfetta pace.
La potenza di Dio mi mette in guardia;
la terra e gli abissi dovranno tacere
per quanto possano ora rumoreggiare.
6 Ihr aber seid nicht fleischlich sondern geistlich, so anders Gottes Geist in euch wohnet. Wer aber Christi Geist nicht hat, Der ist nicht sein. 6 Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. (Rm 8,9)
7 Weg mit allen Schätzen!
Du bist mein Ergötzen,
Jesu, meine Lust !
Weg ihr eitlen Ehren,
Ich mag euch nicht hören,
Bleibt mir unbewusst!
Elend, Not, Kreuz, Schmach und Tod
Soll mich, ob ich viel muss leiden,
Nicht von Jesu scheiden.
7 Via da me tutti i tesori,
sei tu il mio piacere,
Gesù, mio desiderio!
Basta, vani onori,
rifiuto di ascoltarvi,
non voglio conoscervi!
Miseria, pena, croce, disgrazia e morte,
qualunque sia la mia sofferenza,
non mi separeranno da Gesù.
8 So aber Christus in euch ist, so ist der Leib zwar tot um der Sünde willen; der Geist aber ist das Leben um der Gerechtigkeit willen. 8 E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. (Rm 8,10)
9 Gute Nacht, o Wesen,
Das die Welt erlesen,
Mir gefällst du nicht.
Gute Nacht, ihr Sünden,
Bleibet weit dahinten,
Kommt nicht mehr ans Licht!
Gute Nacht, du Stolz und Pracht!
Dir sei ganz, du Lasterleben,
Gute Nacht gegeben.
9 Buona notte, esistenza
che hai scelto il mondo,
non mi soddisfi.
Buona notte, peccato,
stai lontano da me,
non venire più alla luce!
Buona notte, orgoglio e gloria!
Soprattutto a te, vita di iniquità,
buona notte!
10 So nun der Geist des, der Jesum von den Toten auferwecket hat, in euch wohnet, so wird auch derselbige, der Christum von den Toten auferwecket hat, eure sterbliche Leiber lebendig machen um des willen, dass sein Geist in euch wohnet. 10 E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. (Rm 8,11)
11 Weicht, ihr Trauergeister,
Denn mein Freudenmeister,
Jesus, tritt herein.
Denen, die Gott lieben,
Muß auch ihr Betrüben
Lauter Zucker sein.
Duld ich schon hier Spott und Hohn,
Dennoch bleibst du auch im Leide,
Jesu, meine Freude.
11 Via, spiriti di tristezza,
poichè il signore della gioia,
Gesù, sta arrivando.
Coloro che amano Dio
accettano anche le loro sofferenze
come zucchero dolcissimo.
Sebbene qui sopporti beffe e infamie,
tu sei con me anche nel dolore,
Gesù, mia gioia.
Traduzione: Emanuele Antonacci

 

 

 

Sempre con la musica in sottofondo si osserva un minuto di silenzio pensando al dono della salvezza e alla libertà offerta in Cristo a ogni creatura.

Dopodiché si elevano preghiere di intercessione per tutti i prigionieri e in particolare per coloro che soffrono a motivo della loro fede.

 

Gesto simbolico: all’inizio del momento di preghiera chi presiede pone una bandiera dello Zimbabwe sul pulpito (oppure dei drappi di colore verde, giallo, rosso, nero) e inizia pregando per il Pastore Battista Evan Mawarire, leader del movimento nonviolento di protesta #ThisFlag

http://www.nev.it/nev/2017/02/09/zimbabwe-libero-pastore-battista-fondatore-del-movimento-thisflag/

invitiamo tutti a pregare anche per Samuel, per David (i nostri due fratelli che ora sono in carcere), per Asia Bibi prigioniera da circa 3000 giorni in Pakistan, per tutti/e coloro che sono detenuti affinché non smettano di credere e cantare. Non si stanchino di resistere, trovino pace e gioia nel Signore e vedano presto i loro diritti rispettati.

Benedizione

«Andate […] non siate tristi; perché la gioia del SIGNORE è la vostra forza».

Nehemia 8:10

Inno (si può cantare o ascoltare nuovamente l’ultima strofa di “We shall overcome”)

 

A cura della Pastora Antonella Scuderi

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